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VIA CRUCIS per la PACE IV SETTIMANA di QUARESIMA 2026

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  • Tempo di lettura: 16 min

QUARESIMA 2026

VIA CRUCIS per la pace IV SETTIMANA

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen

CANTO: CRISTO NOSTRA PACE

Cristo nostra pace, guida nel cammino,

Tu conduci il mondo alla vera libertà,

nulla temeremo se Tu sarai con noi.

Cristo nostra pace, dono di salvezza, riconciliazione strumento d’unità, con il Tuo perdono

vivremo sempre in Te.

Cristo Salvatore nostro Redentore, la Tua dimora hai posto in mezzo a noi, Tu Pastore e guida sei dell’umanità.

PREGHIERA INIZIALE Messaggio di papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2026)

La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida “basta”, alla pace si sussurra “per sempre”. [...] Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino.


 

PRIMA STAZIONE

Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (23,20-25)

Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Meditazione:

Quante volte, Signore, ho lasciato vincere dentro di me quelle voci di indifferenza e di rifiuto di te! Quante volte ti ho condannato, non ti ho scelto preferendo le mie convinzioni, le mie comodità! Nonostante ciò, riconoscendo i miei sbagli, ogni volta ho sperimentato il tuo perdono, ogni volta ho sperimentato il tuo amore gratuito!!! Grazie Signore, sciogli, sbriciola questo mio cuore di pietra e donami un cuore docile, attento ai tuoi insegnamenti d’amore e aiutami ad essere tuo strumento di pace!

Preghiera

Signore Gesù, mille sguardi ti condannano. In piedi, Tu scruti silenzioso i cuori di tutti che, come Pilato, non sono lontani dalla verità che sei tu.

Nei loro occhi carichi di odio e assetati di potere, scorre tutta la violenza dell’umanità che, ferita dal peccato, non rinuncia a scelte scellerate, indifferente com’è alla sofferenza degli ultimi, al grido degli innocenti, alle lacrime delle madri, al rispetto della Tua creazione. Ma Tu, come sulla montagna, abbracci tutti, in ogni tempo e in ogni luogo, con il Tuo sguardo misericordioso e annunci già la vittoria dal male, nei cieli e sulla terra per sempre. Amen.

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SECONDA STAZIONE

Gesù prende la croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,17-18)

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo.

Meditazione:

Portare la croce! È obbrobrio per la nostra umanità, ci scandalizza, ma questa è la sapienza di Dio: “la stoltezza della croce”. Il portare la Croce di Gesù è la massima dichiarazione d’amore di Dio all’uomo, non fatta di semplici parole, ma di una prassi di vita che conferma con la propria persona la verità dell’amore che porta per ogni uomo. “Un corpo mi hai dato per compiere la tua volontà”. Ti sei caricato dei nostri peccati e della nostra morte e hai trasformato tale giogo in un atto d’amore puro per noi.

Preghiera

Signore Dio nostro, non è affatto facile prendere la propria croce. Ancora più difficile, quando la croce che ci viene caricata è assolutamente inattesa, sproporzionata, assurda. Anche la guerra è una croce caricata sulle spalle dei più poveri, della gente semplice, di coloro che non contano nelle decisioni. Ti preghiamo, dacci la forza di riconoscere la nostra croce e quella degli altri. Di imitare la tua docilità a portare la croce. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TERZA STAZIONE

Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal libro delle Lamentazioni (3,1-7)

Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Sì, contro di me egli volge e rivolge la sua mano tutto il giorno. Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, ha rotto le mie ossa. Ha costruito sopra di me, mi ha circondato di veleno e di affanno. Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi come i morti da gran tempo. Mi ha costruito un muro tutt'intorno, non posso più uscire; ha reso pesanti le mie catene.


 

Meditazione:

Il frutto del peccato è la morte! Ed è proprio questa che “volge e rivolge la sua mano contro di me tutto il giorno” e mi toglie vita quando mi ostino nel peccato, quando come fossi cieca continuo a girare attorno allo stesso punto senza cercare davvero una via d’uscita. Quanta fragilità e quanta tenebra! Grazie Signore perché proprio lì dove ci siamo allontanati non ci abbandoni, “anche nelle tenebre mi fai camminare”. Aiutaci a riconoscerti sempre.

Preghiera

Signore, nostra fede e nostra speranza, vita delle nostre singole esistenze e di tutta la collettività, donaci ancora una volta la Tua infinita misericordia, disintegra in ogni vita la propensione al male, trasfigura le tenebre del cuore nello splendore della Tua sovrabbondante grazia affinché ogni limite umano sia perdonato e giustificato nel tuo smisurato amore. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUARTA STAZIONE

Gesù incontra sua madre

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (2,34-35)

Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori".

Meditazione:

Gesù, dalla tua nascita alla tua morte in croce sul Calvario, mai hai perso la vicinanza di Maria Santissima, tua madre. Perché tu o Maria al di là della carne, che non giova a nulla, sei sempre stata presente nella vita di tuo Figlio attraverso lo Spirito che dà la vita. Questa comunione con il tuo Figlio Gesù è stata testimoniata nelle tue membra stando più che mai vicina a Gesù nel momento in cui il mondo lo disprezzava, lo derideva, lo torturava; tu eri il suo sostegno. Tu o Maria non ti vergognavi del Figlio tuo, anzi, se ti fosse stato possibile, ne avresti preso il posto anche fisicamente oltre che nello Spirito: “una spada ti trafiggerà l’anima”.

Preghiera

A te, Regina della pace, affidiamo il nostro povero mondo in questi giorni. Tu che accogliesti nel tuo grembo il Verbo della pace, chiedi pace a noi. Ti chiediamo, Madre dolcissima, nemica dei cuori di pietra, pace per i bambini che si affacciano alla vita, per gli anziani carichi di anni, per le genti tutte. Tu, mediatrice di tutte le grazie, che come il nostro Dio coltivi progetti di pace e mai di afflizione, ascolta il grido accorato dei tuoi figli: mai più la guerra! Amen.

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUINTA STAZIONE

Gesù aiutato da Simone di Cirene

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


 

Dal Vangelo secondo Marco (15, 21-22)

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa "Luogo del cranio".

Meditazione:

Simone di Cirene è costretto a cambiare direzione. Sicuramente non era diretto al Golgota, i suoi progetti erano altri, la sua giornata doveva prendere un’altra strada. Gesù invece è decisamente orientato al luogo del Cranio, la sua non è una direzione subita ma un evento accolto e lasciato con fiducia nelle mani del Padre. Grazie per questo incontro Signore! Grazie perché solo in te la nostra storia è storia di salvezza. Aiutaci ad accogliere con fiducia te in ogni evento della nostra vita.

Preghiera

Donaci, Signore, la forza e il coraggio di partecipare alle gioie e alle sofferenze degli uomini e delle donne di questo tempo. Consapevoli che ci sono persone, soprattutto poveri e afflitti, che chiedono di essere visti e riconosciuti dall’umanità, nella loro sete di realizzazione, rendici strumenti della tua Provvidenza attraverso gesti autentici di solidarietà. Così anche noi diventeremo luce per il fratello che ci cammina accanto. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SESTA STAZIONE

La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (50,6-7)

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste,

per questo non resto svergognato,

per questo rendo la mia faccia dura come pietra,

sapendo di non restare confuso.

Meditazione:

Quanto sono belli i gesti di amore gratuito che sgorgano da un cuore puro, da un cuore che non ha altre intenzioni se non dare amore, cura, attenzione. Quanto ne abbiamo bisogno oggi, in un mondo dove sembra prevalere l’individualismo, l’egoismo, il fare a gara a chi arriva prima, dove è più prudente non curarci di chi ci passa accanto perché: “non si sa mai”! Risveglia la tenerezza nei cuori, la purezza, lo sguardo di amore verso gli altri che soffrono. Aiutaci a vedere il tuo volto nel volto dei fratelli, con la consapevolezza che tutti hanno una croce da portare e una sofferenza in fondo al cuore.

Preghiera

Insegnaci, Padre, a scorgere la regalità del volto umano di ogni crocifisso e a deporre il fardello dell’orgoglio malsano ai piedi della croce, simbolo del tuo grande Amore. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dala prima lettera di Pietro (2, 23-24)

Insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.

Meditazione:

Sì o Signore, Tu sei la vera Pace. Gesù, vederti cadere mi fa pensare a “cosa sento” nel mio cuore quando casco ancora nel peccato o quando vivo un'umiliazione: provo pace e serenità o inquietudine e scoramento...? È così facile chiedere perdono e riprendere fiducia in quei momenti? Certamente non è così semplice. Soltanto se ci “apriamo” umilmente e ci lasciamo “prendere in braccio” da Te per sperimentare il Tuo perdono possiamo sentire Pace, quella Pace che nasce dal sentirsi amati, sempre e gratuitamente.

Preghiera

Signore nostro Dio, facci comprendere il senso profondo della croce che portiamo giorno dopo giorno e del suo inevitabile peso, che talvolta ci sovrasta. Facci comprendere, anche, che osare la pace è molto di più che dichiararla o manifestare per essa. Che osare la pace non significa brandire la croce contro il nemico, ma essere disposti a cadere, pur di non rispondere alla violenza con la violenza. Tu che vivi…. Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.


 

OTTAVA STAZIONE

Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (23,27-28.31)

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?".

Meditazione:

Non piangete su di me! È l’assurdo dell’amore vero! Non guardate ai miei patimenti. Questo è il nostro Dio che sceglie di patire per far scorrere il suo amore nei cuori di chi ama, ciascuno di noi personalmente. È un amore espresso nella realtà concreta del vivere. Infatti, se la vita la vivi nell’amore, essa non ti toglie la vita stessa, ma la ingigantisce. Altrimenti se trascuri e rifiuti di riconoscere l’amore di cui sei amato, dimori nella morte anche se ti mancassero le sofferenze. Si rischia di non piangere e di stare nella morte, perché l’amore vero non è riconosciuto.

Preghiera

“Maria, Donna del terzo giorno, donaci la forza e il coraggio di sostenere, con gesti e parole di Pace, il dolore e la sofferenza di quanti vivono il calvario della malattia, della guerra e dell’ingiustizia. Aiutaci a fissare lo sguardo nella Risurrezione senza distoglierlo dalla croce, ad accompagnare chi soffre senza scendere a compromessi con l’ingiustizia, con la consapevolezza che non è vana la nostra Speranza”. Tu che vivi…. Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

NONA STAZIONE

Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (53,7-8)

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.

Meditazione:

Meditando la via Crucis Signore, devo dire che associo alla tua terza caduta il triplice rinnegamento di Pietro, il suo sguardo che si incrocia con il tuo e il suo piangere amaramente. Ma se solo mi “fermassi lì” in quel pianto, proverei soltanto vergogna o peggio ancora un irreparabile senso di colpa quando anch’io ti tradisco...allora devo correre alla fine del Vangelo per scoprire la tua continua misericordia verso di me, il tuo umile accogliere il mio “balbettare”: Ti voglio bene, e la fiducia che Tu mi dai nel dirmi sempre: Seguimi! Grazie Signore.

Preghiera

Signore, l’umanità cade ogni volta che l’odio e la guerra sconvolgono la terra.


 

Con la sua terza caduta Gesù ha voluto dire agli uomini: “distruggete la guerra, costruite la pace. Spegnete il fuoco della violenza. Accendete il fuoco dell’Amore”. Aiutaci anche nel nostro piccolo ad essere dei veri “artigiani della pace”. Tu che vivi…. Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

DECIMA STAZIONE

Gesù è spogliato delle vesti

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal salmo 22,17-19

Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

Posso contare tutte le mie ossa. Essi stanno a guardare e mi osservano: si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte.

Meditazione:

Gesù è il povero per eccellenza: spogliato di ogni veste e dignità di essere umano, svuotato della sua divinità, si lascia processare e condannare da una giustizia umana, fidandosi completamente del Padre. Lasciandoti spogliare delle vesti Signore ci ricordi chi siamo davvero: pani azzimi nelle mani sapienti di Dio. Liberami Signore dal lievito che mi fa essere diversa da quella che sono, nell’illusione di essere amata.


 

Preghiera

Signore Gesù, educaci alla vera povertà, perché possiamo scoprire la gioia di essere liberi dalle vanità degli idoli, renderci disponibili a condividere tutte le ricchezze, prima tra queste, il nostro tempo con i fratelli e le sorelle che ci doni o che ci solleciti a incontrare. Tieni vivo dentro di noi il desiderio ardente di vederti e di cercarti, soprattutto, nei volti di chi ci cammina accanto e che troppo spesso non sappiamo contemplare. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù è inchiodato sulla croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (23,33-34.38))

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte." Sopra di lui c'era anche una scritta: "Costui è il re dei Giudei".

Meditazione:

Ecco Signore, ora sei inchiodato sulla croce, umanamente non puoi più fare niente. Tu, innocente, lì fermo, in mezzo a due malfattori e di fronte ad una folla che ti insulta! Solo una cosa ancora puoi donare: il tuo perdono!


 

Questa è la tua arma vincente contro tutto l’odio che ti vuole distruggere! Infatti il perdono vince sempre, perché è disarmante, perché scioglie i cuori, perché è segno del tuo amore senza limiti!

Preghiera

Signore, aiutaci a non assuefarci alle scene di violenza e disperazione, che in tv e sui social girano veloci e restano più nella memoria degli schermi che in quella del cuore e donaci il coraggio di azzerare i conflitti presenti dentro di noi per essere più tolleranti e disponibili fuori di noi. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

DODICESIMA STAZIONE

Gesù muore in croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,28-30)

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Meditazione:

Qual è la mia sete Signore? È forse una sete di potere, una sete di successo, o peggio ancora sete di vendetta?

Quante volte ho sperimentato questi drammatici stati d’animo! Ma a queste forti tentazioni, per tua grazia, io dico di no Signore. Lo ammetto, io ho sete di vita, di vera vita, ho sete di pace e di amore da condividere...in fondo desidero quell’acqua viva che Tu solo puoi donarmi. Grazie Gesù perché Tu hai fame e sete di fare la volontà del Padre: per la mia salvezza, per la mia felicità Tu Signore doni la tua vita.

Preghiera

Signore Gesù, con gli occhi della fede vediamo il tuo volto morto nel volto di quanti perdono la vita nei conflitti che, ancora tanti, affliggono il nostro mondo. Volto di bimbi, di donne, di uomini, di soldati, di anziani… sfigurati per mano di uomo. Fa che non ci abituiamo mai e che il nostro sonno tranquillo sia turbato ogni volta che un innocente muore inchiodato sulla croce. Tu che vivi…. Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,31-34)

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Meditazione:

Grazie Signore perché morendo in croce hai preso su di te tutto il male del mondo e in cambio ci hai dato il tuo Amore, lo Spirito. Questo gesto di disprezzo, di vilipendio di cadavere fatto su di te, tu lo hai trasformato in sorgente di vita per l’umanità. Voglio credere Signore che ancora oggi compi questo miracolo, anche se i nostri occhi vedono solo il male. Voglio credere che tu sai trasformare tutte le vittime dell’odio, della guerra e della violenza in fermenti di vita nuova.

Preghiera

Signore, abbiamo tante volte provato a risolvere i conflitti con le nostre sole forze. E ancor più abbiamo provato a schiodare dalle loro croci i nostri fratelli e sorelle. Tuttavia la nostra buona volontà, lo slancio emotivo, l’entusiasmo degli inizi, non bastano a risolvere situazioni complicate. Aiutaci ad affidarci a te e a trovare in te la forza, la tenacia e l’intelligenza per essere operatori di pace. Tu che vivi…

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù è posto nel sepolcro

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,41-42)

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Meditazione

Il sepolcro di Gesù è in un giardino, e questo giardino è anche vicino al luogo della crocifissione!

In questi luoghi di morte c’è questo giardino simbolo di vita che nasce, che sboccia, di fiori belli, colorati: insomma simbolo di speranza perché tu Signore hai vinto la morte con la tua risurrezione!

Donami, Signore di tenere sempre accesa la luce della speranza, nella certezza della fede che tu sei sempre presente nella mia vita, anche quando non ti sento, anche quando sembra che tutto vada male; ma è proprio a partire da queste morti, che tu mi vuoi far risorgere per donarmi una vita nuova.

Preghiera

Signore Gesù, i macigni che appesantiscono le nostre giornate e non permettono alla nostra vita di far risorgere la speranza e l’amore, la pace e il perdono, la solidarietà e l’accoglienza, sono stati frantumati grazie alla tua morte e risurrezione. Aiutaci ad essere donne e uomini che credono che la vita è più forte della morte, che l’amore è più potente dell’odio, che il perdono vince sempre sulla vendetta. Tu che vivi… Amen

Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Padre nostro…

 

Riflessione conclusiva (don Tonino Bello)

Non scommettere sulla pace come "prodotto finito": scoraggia.

La pace è una meta sempre intravista, e mai pienamente raggiunta.

La sua corsa si vince sulle tappe intermedie, e mai sull'ultimo traguardo. Esisterà sempre un "gap" tra il sogno cullato e le realizzazioni raggiunte. I labbri delle conquiste non combaceranno mai con quelli dell'utopia, e il "già" non si salderà mai col "non ancora".

Ciò vuol dire che sul terreno della pace non ci sarà mai un fischio finale che chiuda la partita, e bisognerà giocare sempre ulteriori tempi supplementari. Tutto questo può indubbiamente provocare delusioni e stanchezza, creando collassi operativi e crisi da insuccesso. Ma chi è convinto che la pace è un bene la cui interezza si sperimenterà solo nello stadio finale del Regno, troverà nuovi motivi per continuare la corsa anche nella situazione di scacco permanente in cui è tenuto dalla storia.

Cristo, nostra Pace, non delude.

Coraggio, allora! Nonostante questa esperienza frammentata di pace, scommettere su di essa significa scommettere sull'uomo. Anzi, sull'Uomo nuovo.

Su Cristo Gesù: egli è la nostra Pace.

E lui non delude!

 

Il Signore ci benedica ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen



 
 
 

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